mercoledì 31 ottobre 2007

UNA PREGHIERA PER LORO E CON LORO


QUESTO E' IL "METTA SUTTA", LA PREGHIERA BUDDISTA CHE I MONACI RECITANO MENTRE PROTESTANO CONTRO LA GIUNTA BIRMANA.





1. The Karaniya Metta Sutta - Hymn of Universal Love
1
Karaniyam atthakusalenaYan tam santam padam abhisameccaSakko uju ca suju caSuvaco c'assa mudu anatimani
Who seeks to promote his welfare,Having glimpsed the state of perfect peace,Should be able, honest and upright,Gentle in speech, meek and not proud.
2
Santussako ca subharo caAppakicco ca sallahukavuttiSantindriyo ca nipako caAppagabbho kulesu ananugiddho
Contented, he ought to be easy to support,Not over-busy, and simple in living.Tranquil his senses, let him be prudent,And not brazen, nor fawning on families.
3
Na ca khuddam samacare kinciYena viññu pare upavadeyyumSukhino va khemino hontuSabbe satta bhavantu sukhitatta
Also, he must refrain from any actionThat gives the wise reason to reprove him.(Then let him cultivate the thought:)May all be well and secure,May all beings be happy!
4
Ye keci panabhut'atthiTasa va thavara va anavasesaDigha va ye mahanta vaMajjhima rassakanukathula
Whatever living creatures there be,Without exception, weak or strong,Long, huge or middle-sized,Or short, minute or bulky,
5
Dittha va yeva aditthaYe ca dure vasanti avidureBhuta va sambhavesi vaSabbe satta bhavantu sukhitatta
Whether visible or invisible,And those living far or near,The born and those seeking birth,May all beings be happy!
6
Na paro param nikubbethaNatimaññetha katthacinam kanciByarosana patighasaññaNaññamaññassa dukkham iccheyya
Let none deceive or decry His fellow anywhere;Let none wish others harm In resentment or in hate.
7
Mata yatha niyam puttamAyusa ekaputtam anurakkheEvampi sabbabhutesuManasam bhavaye aparimanam
Just as with her own life A mother shields from hurt Her own son, her only child, Let all-embracing thoughts For all beings be yours.
8
Mettañ ca sabba-lokasmimManasam bhavaye aparimanamUddham adho ca tiriyancaAsambadham averam asapattam
Cultivate an all-embracing mind of loveFor all throughout the universe,In all its height, depth and breadth — Love that is untroubledAnd beyond hatred or enmity.
9
Titthañ caram nisinno vaSayano va yavat'assa vigatamiddhoEtam satim adhittheyyaBrahmam etam viharam idhamahu
As you stand, walk, sit or lie,So long as you are awake,Pursue this awareness with your might:It is deemed the Divine State here.
10
Ditthiñca anupagamma silavaDassanena sampannoKamesu vineyya gedhamNa hi jatu gabbhaseyyam punar eti'ti
Holding no more to wrong beliefs,With virtue and vision of the ultimate,And having overcome all sensual desire,Never in a womb is one born again.

BIMBI SOLDATO,MONACI IN MARCIA E VISITA ONU


Ci sono diverse novità riguardo alla Birmania,purtroppo una è estremaente negativa.L'esercito birmano sta costringendo ad arruolarsi dei bambini,picchiandoli duramente finchè non si convincono a farlo.

L'articolo in questione è il seguente:


BIRMANIA: ESERCITO USA BAMBINI SOLDATO link:http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2650521.html?ref=hpsbdx

L'esercito birmano ricorre a bambini soldato per far fronte al fenomeno della diserzione. La
denuncia viene da un rapporto dell'organizzazione Human Rights Watch (Hrw), in cui si
sostiene che la giunta militare abbia autorizzato i reclutatori a comperare bambini (alcuni
dell'eta' di dieci anni), a volte sottraendoli con forza alle famiglie. I bambini-soldato
sono reclutati principalmente in luoghi pubblici, come le fermate d'autobus e spesso i
piccoli sono convinti con minacce d'arresto a seguire i militari. Secondo Hrw, sarebbero
migliaia i bambini arruolati in questo modo.


Si sa che nelle situazioni come questa i deboli sono sempre quelli che ci rimettono di più,e che nei paesi del terzo mondo i bambini soldato sono una tragica realtà,ma a me fa accapponare la pelle leggere cose come questa,davvero non riesco ad abituarmi a notizie di questo tipo,spero sia lo stesso x voi.perchè finchè ci indignamo continueremo a parlarne.

nel frattempo,i monaci sono tornati a protestare,vedi articolo:


BIRMANIA, 200 MONACI MARCIANO A PAKKOKU link:http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_69570548.html
RANGOON:- Per la prima volta dalla dura repressione di fine settembre, i monaci buddisti
sono tornati in piazza in Birmania. Secondo diversi testimoni, circa 200 bonzi in saio rosso
hanno marciato nel centro della città di Pakkoku, nel centro del Paese, pregando e cantando.
"Ci sono circa 200 monaci che stamani hanno marciato pregando. Hanno percorso la Pauk Road",
ha raccontato un testimone alla Reuters.


Ho paura che questa marcia incattivirà nuovamente l'esercito, quanta ammirazione che provo x questi monaci!non so,lo ammetto,se al loro posto avrei lo stesso coraggio!sosteniamoli sempre,in qualunque modo!ma davvero il governo francese pensa che dando aiuti alla giunta militare,la stessa giunta che manda i bambini a combattere e tortura e uccide monaci inermi, questa si convincerà a cedere?no,finchè avrà i mezzi x sostentarsi!l'unico modo è metterla alle strette,secondo me.

infine,si avvicina la visita del'inviato onu Gambari,vedi articolo:


BIRMANIA: INVIATO ONU GAMBARI IN VISITA SABATO A RANGOON link:http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/esteri/rep_esteri_n_2650405.html


Sabato sarà in Birmania,la giunta miltare pare gli abbia concesso dal 3 all'8 novembre.Andrà anche nella nuova capitale,Naypydaw.Speriamo bene,nn credo che accadranno miracoli,non ci resta altro da fare che aspettare e mantenere sempre alta l'attenzione di tutti.

martedì 30 ottobre 2007

DUBBI E ORRORI

BIRMANIA: "BASTONE E CAROTA" DI KOUCHNER, SERVONO AIUTI link:http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2646780.html?ref=hpsbdx4
L'Europa mette a punto le sanzioni contro la Birmania, la Francia propone di aiutare il regime dei militari, responsabile della repressione. Sia le sanzioni che gli aiuti, ha spiegato il ministro degli Esteri, Bernard Kouchner, sono necessari per portare un cambiamento a Myanmar, e dunque serve un fondo finanziato dalla Banca Mondiale. "Credete che le sanzioni bastino?", ha chiesto il titolare del Quai d'Orsay all'Associazione dei corrispondenti stranieri a Singapore. "No", si e' risposto, e ha aggiunto: "Dobbiamo lavorare su un'offerta politica e gli incentivi devono esserne parte . E' molto piu' arduo che decidere sulle sanzioni". Quanto ai dettagli della proposta, Kouchner non li ha precisati, ma si e' detto convinto di guadagnare il sostegno degli Stati Uniti e del resto dei Paesi europei, a partire dalla Gran Bretagna. L'esperienza a cui Kouchner guarda e' quella di cui fu lui stesso protagonista quando era a capo della missione dell'Onu in Kosovo, tra il 1999 e i9l 2001: un fondo della Banca Mondiale fu un pezzo della strategia per ricostruire la provincia serba a maggioranza albanese. "Non e' facile", ha concluso Kouchner, "ma potrebbe dare piu' speranze che colpire con il bastone senza offrire la carota".

COMMENTO:a me questa faccenda del bastone e della carota non convince.a meno che gli incentivi che il ministro cita nn si traducano in aiuti per la popolazione,ma ci vorrebbero tutti i controlli da parte dell'onu perchè venissero veramente dati alla gente e non ai militari della giunta.nn ho trovato notizie più specifiche in merito,sarei lieta che qualcuno potesse darmi ulteriori spiegazioni,prima di criticare.
e prima di chiudere questo post,vorrei darvi una notizia,mio malgrado(preferirei non darla perchè signifcherebbe che non sta succedendo),ma purtroppo sta succedendo anche questo:

Birmania, boom delle baby prostitute link:http://www.corriere.it/esteri/07_ottobre_30/baby_prostitute_birmania.shtml
ROMA - E’ sufficiente trascorrere una sera in uno dei tanti night club di Rangoon per rendersi conto di quanto sia diffusa in Birmania la prostituzione di adolescenti, anche bambine.
Per 100 dollari è possibile assicurarsi una notte con una 13enne, il prezzo diminuisce mano a mano che cresce l’età della «prostituta». In un reportage dall’ex capitale birmana, un giornalista del Guardian illustra le tappe per una serata all’insegna del sesso, dall’Asia Entertainment City nigthclub dove ci si può intrattenere con le Cherry-Sexy -Girls fino ai più infimi locali della città.
La prostituzione, particolarmente quella che coinvolge bambini, è un crimine nella Birmania della giunta militare, ma le ragazze che vengono «servite» nei locali non hanno problemi con le autorità e nessuno vi spiegherà perché. Sembra che la prostituzione è una delle poche cose che la giunta intende tollerare, anche dopo la repressione dei monaci. Gli ufficiali militari sembrano i primi clienti dell'industria del sesso che trova terreno fertile nella povertà e nel malgoverno che affliggono il paese, sostengono molte organizzazioni umanitarie. La Birmania, precisano, è un enorme vivaio per le persone che trafficano e prosperano su questo business nella regione, anche per la grande miseria in cui vive molta parte della popolazione. Il tasso di persone sieropositive è uno dei più elevati del sudest asiatico: 360mila birmani sarebbero infettati. E fra le prostitute la percentuale è del 30%.

COMMENTO:la prostituzione non è certo una novità,nè in Birmania nè altrove,e certamente in momenti come questo non può che aumentare.La giunta non perde occasione per dare brutto spettacolo di sè,e dimostrare la propria incoerenza anche,soprattutto trattandosi di bambine.Ma mi vengono in mente anche tutti quei turisti del sesso,pedofili,frustrati,che intraprendono dei viaggi solo con lo scopo di approfittare di queste situazioni di disagio..........che schifo,che tristezza!

Pinheiro: l'ultima speranza Onu

Secondo ultime agenzie Agi e Ansa (sotto i link diretti) Paulo Sergio Pinheiro, esperto indipendente Onu di Diritti Umani, è in procinto di recarsi in ex-Birmania e Thailandia, con la missione di stabilire "la reale dimensione della crisi e fare luce sulle repressioni degli ultimi mesi compiute della giunta militare", grazie ad uno specifico mandato per i diritti umani.
Scopo di questa speciale missione, diversa perciò da quella da mediatore politico dell’inviato Onu Ibrahim Gambari, sarà di capire l’esatta e reale entità delle terribili repressioni e cercherà di parlare sia con i manifestanti carcerati che con i leader dell’opposizione democratica. Pare infatti che l’esperto cercherà di incontrare anche il premio nobel Aung San Suu Kyi.
Intanto una buona notizia riguarda una dichiarazione dello stesso Pinheiro: negli ultimi giorni pare siano stati rilasciati dalle carceri birmane ben 2.675 detenuti.
Vedremo se la notizia verrà confermata da altri organi e se anche la visita dell’ennesimo esponente Onu darà qualche frutto positivo.


sabato 27 ottobre 2007

VERGOGNA


Mi sono chiesta,in questi due giorni,se fosse giusto pubblicare questa foto,e il link di altre foto ugualmente agghiaccianti sulle torture e gli omicidi perpetrati in Birmania.

Ho deciso che era giusto farlo,ma non x scioccare,o creare del sensazionismo,ma perchè è giusto che si veda,perchè finchè se ne parla solo e se ne legge è solo teoria.Ma quando si vede è come toccare con mano la tragedia,si resta inorriditi,pieni di compassione,di rabbia,si può piangere e bestemmiare.

Ma soprattutto si può decidere di reagire,di continuare a parlarne per non far spegnere l'attenzione,come è successo ancora di più da quando c'è stata la notizia che il viaggio dell'inviato onu è stato accettato dalla giunta militare birmana.

Non voglio aggiungere altre parole,voglio solo farvi vedere e riflettere con questa immagine,e vi linkerò anche dove ho trovato l'articolo che espone questa foto,e che ne contiene un altro di link,che rimanda ad immagini altrettanto terribili.

venerdì 26 ottobre 2007

CATTIVE NOTIZIE

ho da pochi minuti pubblicato l'altro post,che purtroppo devo darvi una brutta notizia:la polizia armata torna a rangoon.......
vi posto l'articolo di repubblica,è di mezz'ora fa la notizia e mi riempie di rabbia e tristezza.

BIRMANIA: POLIZIA ARMATA TORNA A RANGOON ;link:http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2639593.html?ref=hpsbdx4
Poliziotti armati di nuovo nelle strade di Rangoon: a un mese dalle proteste dei monaci buddisti che misero in crisi la giunta militare, la polizia birmana e' tornata a pattugliare alcuni siti religiosi a Rangoon con l'obiettivo di soffocare eventuali nuovi conati anti-regime. A un giornalista della Reuters e' stato impedito di scattare fotografie ma il reporter ha potuto testimoniare la concentrazione dei poliziotti armati nelle zone d'accesso alle pagode di Sule e Shwedagon, due dei luoghi da cui partirono le imponenti manifestazioni antigovernative guidate dai monaci pacifisti. Non sono state innalzate barricate, ma in alcune zone la polizia ha ammassato rotoli di filo spinato, da utilizzare eventualmente per chiudere le strade. Il rafforzamento delle misure di sicurezza arriva il giorno dopo l'incontro tra la leader dell'opposizione, Aung San Suu Kyi, e il ministro del lavoro, il generale Aung Kyi, che la giunta ha incaricato di avviare "relazioni" con il Premio Nobel per la Pace e le Nazioni Unite. La stampa di regime ha riferito che il faccia-a-faccia e' durato 75 minuti e ha mostrato un'immagine in cui si vedono i due, seduti l'uno di fronte all'altro: il generale sorridente, mentre Suu Kyi, che ha trascorso 12 degli ultimi 18 anni agli arresti domiciliari, ha il volto attonito. Il quotidiano 'Nuova Luce di Myanmar', organo della propaganda del regime militare birmano, ha informato giovedi' che le autorita' cercano monaci buddisti "falsi" implicati nell'organizzazione delle manifestazioni avvenute alla fine di settembre.

COMMENTO:ieri sembrava di poter sperare,dopo l'incontro,di cui xò non ho trovato notizie che spiegassero più dettagliatamente cosa si fossero detti,si sa,la censura è forte,ho solo trovato la notizia che dopo la cina anche la russia si è dichiarata contraria a sanzioni contro il governo birmano,vedi articolo:Birmania, Aung San Suu Kyi ha incontrato ministro del Lavoro. Mosca: no a sanzioni,link:link:http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=75090,uno stralcio:"Per il ministro degli Esteri Lavrov "le pressioni sul Paese non faranno altro che aggravare la crisi". Lavrov, non a caso, ha pronunciato queste parole ad Harbin, in Cina. Lavrov ha sposato la tesi non interventista di Pechino, che con Rangoon ha forti legami.
L'inviato speciale Onu Gambari ha da parte sua espresso apprezzamento per l'appoggio di Pechino al suo lavoro e spiegato il lavoro di mediazione è "un processo". La tappa in Cina è parte di un viaggio nel corso del quale Gambari discuterà della situazione in Birmania anche con i governi di India, Giappone, Indonesia, Thailandia e Malaysia. L'inviato dell'Onu, che ha visitato la Birmania alla fine di ottobre, dovrebbe tornare nel Paese entro la prima metà di novembre."


Oggi,la repressione riprende alla luce del sole,perchè clandestinamente non è mai finita,ma si vede che i militari si sentono ancora più forti,e il rifiuto da parte di cina e russia delle sanzioni
secondo me non fa che peggiorare le cose,questa connivenza col regime è vergognosa.

come si può pensare che nn colpendoli almeno nel potere economico possano piegarsi?in che consiste la mediazione?cosa accadrà da qui a metà novembre?e se i tentativi di gambari fallissero,cambieranno le loro posizioni o tutto resterà così com'è?

PETIZIONE URGENTE DA FIRMARE

salve a tutti,mi presento,mi chiamo Simona,alias rudyguevara,ed è la prima volta che scrivo qui in qualità di collaboratrice.
Innanzitutto,grazie per avermi invitato,lo dico a tutti voi,ma soprattutto a Daniele Verzetti che mi ha proposto di pubblicare i miei post sulla Birmania anche qui.Speriamo davvero che le nostre voci non rimangano inascoltate,e che si possa avere una soluzione per la Birmania il più presto possibile.Dopo la doverosa premessa,voglio pubblicare un mio post che ho scritto ieri sul mio blog,contiene un appello,una petizione molto importante,vi prego leggetelo con attenzione e firmate la petizione.
Eccovi il post:

Giovedì, 25 Ottobre 2007

BLOGGERS FOR BURMA:UNITI PER LA BIRMANIA
PubbLico un appello,già postato da Angela nei gruppi di discussione CAMMINA CON LA BIRMANIA.L’appello è in inglese e contiene una petizione da firmare,viene da un’associazione AAVAZ che si occupa attivamente della difesa dei diritti umani,in tutto il pianeta.Per saperne di più,vi rimando al sito dell’organizzazione(cliccate sul nome) e intanto qui pubblico alcune informazioni che ho tratto da lì.

Our mission
As major new challenges like climate change and escalating religious conflict threaten our common future, people from around the world are coming together to take global politics into their own hands. Avaaz.org is a community of global citizens who take action on the major issues facing the world today. Our aim is to ensure that the views and values of the world’s people — and not just political elites and unaccountable corporations — shape global decisions. Avaaz.org members are taking action for a more just and peaceful world and a vision of globalization with a human face.In our inter-connected world, the actions of political leaders and corporations are having a profound impact on all of us. To match the power and reach of global leaders and borderless corporations, Avaaz.org members are building a powerful movement of citizens without borders. As citizens without borders, we might not have the resources of governments, corporations or the media, but working together we can bring together millions of people around the world and make global public opinion really count on major global issues like poverty, climate change, human rights and global security.
Using the latest technology, Avaaz.org empowers ordinary people from every corner of the globe to directly contact key global decision-makers, corporations and the media. By signing up to receive updates from Avaaz.org, members receive emails and text messages alerting them to new campaigns and opportunities to act online and offline, and to make a real difference on pressing global issues.
COME POTETE LEGGERE,NON E’ UN’ASSOCIAZIONE GOVERNATIVA MA FATTA DI GENTE COME NOI CHE CREDE CHE INSIEME SI POSSA FARE LA DIFFERENZA.RACCOLGONO FIRME,FONDI E CREDONO IN QUELLO CHE FANNO.
MA ORA VI POSTO L’ARTICOLO DI
ANGELA:
“Scusate ma sono giornatine niente male per me queste e non riesco afar nemmeno uno straccio di traduzione decente, ve la mollo ininglese:
Dear Avaaz member,
What Avaaz members have done so far:
789,479 petition signatures, hand-delivered to UK Prime Minister andUN Security Council member Gordon Brown. (Video here.)
$315,000 raised for the Burmese democracy movement.
33,403 emails to EU leaders urging targeted sanctions.
1,952 messages sent to Singapore’s Foreign Minister George Yeo.
100+ protests in cities worldwide against the Burmese regime.
1 global ad campaign, including a full-page ad in the Financial Timespushing China to act.
If they haven’t yet, ask friends tosign the petition!Burma’s streets are quiet–no mass demonstrations, no riot police. Butthe calm is an illusion. Change is coming to Burma, and we are all apart of it.
Here’s where we stand: The regime has massacred, tortured, andintimidated its critics at home, and continues its night arrests andbrutal interrogations. But while it has momentarily silenced thedomestic opposition, its attacks on the revered Buddhist monks ignitedan anger amongst the Burmese people that cannot be extinguished.Contacts inside Burma tell us that the demonstrators are steadilyregrouping, even in the face of the deadly crackdown.
And around the world, the roar has grown deafening–so powerful thatgovernments are scrambling for ways to bring new pressure to bear onthe junta. Government leaders and the media have publicly credited theoutcry of global civil society. Look at the statistics in the box onthe right to see how, working alongside allies around the world, Avaazmembers have begun to make a difference.
Many Burmese members of Avaaz have written in. Here’s a note from oneof them–Trisa, now living abroad:
I am one of the 8888 uprising generation. Since the September uprisingin Burma, I can’t get good night sleep. I can’t contact my remainingfamilies and friends if they are ok… The voice of the world is verypowerful. I have heartfelt thank you for all the supporters. Yourvoice can change our lives!
And here’s a note from an Avaaz member, Lynn in London, who joined agroup of Burmese monks to hand-deliver the Avaaz petition–containedin a big red box–to UK Prime Minister Gordon Brown, a permanentmember of the UN Security Council, on the steps of 10 Downing Streetlast week:
When I put my hand on the red box, which held the 753,000 signaturesfrom around the world collected by Avaaz, I imagined the outrage ofthe many people from every country in the world, every culture, everyrace, and every religion, contained within this box which was about tobe presented to the Prime Minister of the United Kingdom. I thoughtabout what it might mean for these Burmese monks whose religiousbrothers far away had been hurt and mistreated by the crackdown, toknow that in every country in the world, people were supporting them.
And here’s what May Ng, a Burmese writer, editorialized on the newssite Mizzima after seeing our petition:
As their voices have been heard and their faces have been seen, AungSan Suu Kyi and the people of Burma will no longer be alone.Avaaz.org, whose mission is to ensure that the views and values of theworld’s people shape global decisions, will make sure that Burmesepeople will have a voice over their own fate from now on.
Avaaz will share the struggle of the Burmese people until the struggleis won. Our goals are constant: transition, dialogue, reconciliation,and democracy. We will also continue to take action together on manyurgent issues, from climate change to peace in the Middle East tohuman rights–but we will not turn from the cause of the Burmesepeople. We believe that every human life has equal value, whether inBerlin, Beijing or Rangoon.
As Aung San Suu Kyi once urged, we will use our freedom to promotetheirs.
With hope,
Ben, Ricken, Paul, Galit, Graziela, Iain, Sarah, Pascal, and Milena–the Avaaz team
PS: 52 years ago today, the UN charter enshrined “the principle ofequal rights and self-determination of peoples.” Twelve years agotoday, Aung San Suu Kyi was imprisoned. And today, in key citiesaround the world, protesters held a new wave of protests; the firstshipment of supplies, paid for by Avaaz members, left for Burma–andthe junta agreed to re-admit Ibrahim Gambari, the U.N. envoy who isworking to build a dialogue between the regime and the opposition,earlier than previously announced. It’s been a long struggle, but themost important ones always are.
PPS: If your friends haven’t yet signed the petition, urge them tosign at: http://avaaz.org/en/burma_hope_lives/6.php
PPPS: Some further reading:
Voices from within Burma:http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/7058610.stmandhttp://www.globalvoicesonline.org/-/world/east-asia/myanmar-burma/andhttp://www.mizzima.com/MizzimaNews/Interview/01-Oct-2007.html
Avaaz’s Paul Hilder “People Power can win”:http://commentisfree.guardian.co.uk/paul_hilder/2007/10/people_power_can_win.html
____________________
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Avaaz.org is an independent, not-for-profit global campaigningorganization that works to ensure that the views and values of theworld’s people inform global decision-making. (Avaaz means “voice” inmany languages.) Avaaz receives no money from governments orcorporations, and is staffed by a global team based in London, NewYork, Paris, Washington DC, Geneva, and Rio de Janeiro.
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VI LINKO DI NUOVO L’INDIRIZZO PER FIRMARE LA PETIZIONE A SOSTEGNO DELLA BIRMANIA:http://avaaz.org/en/burma_hope_lives/6.php;IL TESTO DELLA PETIZIONE è:
To Chinese President Hu Jintao and the UN Security Council:We stand alongside the citizens of Burma in their peaceful protests. We urge you to oppose a violent crackdown on the demonstrators, and to support genuine reconciliation and democracy in Burma. We pledge to hold you accountable for any further bloodshed.

martedì 23 ottobre 2007

Uniti Per La Birmania E Per Il Tibet (Post by Simona alias Rudyguevara)

Pubblico un post di Simona alias Rudyguevara, una blogger che sostiene attivamente come tanti di voi la nostra ricerca di notizie e spesso sul suo blog pubblica news ed aggiornamenti sulla Birmania.

Questo, in particolare, di oggi, ho deciso di postarlo anche qui con il permesso di Siimona ovviamente che ringrazio moltissimo.

Daniele Verzetti, Rockpoeta.

""UNITI PER LA BIRMANIA E PER IL TIBET"

Dopo la medaglia d’oro assegnata al Dalai Lama dal Congresso degli Usa e contestata dalla Cina,anche in Tibet i monaci buddisti hanno cominciato a protestare come i loro fratelli birmani.

Eccovi qui un articolo che ho trovato a proposito di questa situazione,che pubblico per intero:

"IL TIBET COME LA BIRMANIA:MONACI IN RIVOLTA

La febbre birmana con tagia anche il Tibet. Da quat tro giorni nei monasteri del l’altipiano occupato dai cine si nel lontano 1959 soffia il vento della rivolta. La meda glia d’oro del Congresso americano e l’abbraccio del presidente George W. Bush al Dalai Lama hanno ridesta to la voglia di libertà e i mo naci sono scesi in piazza scontrandosi con le forze di sicurezza di Pechino.

Tutto inizia dopo la visita del Dalai Lama a Washin gton. All’indomani dell’in contro con il presidente Bu sh che manda su tutte le fu rie le autorità cinesi i fedeli della massima autorità spiri tuale tibetana decidono di celebrare. I primi a muover si sono anche qui, come in Birmania, i monaci. Sulle prime non pensano nemme no a scendere in piazza. Si accontentano di prender vernice e pennelli per imbiancare un’antica cappella del monastero di Drepung. Quel dimenticato angolo di uno dei templi più famosi di Lhasa ha un significato par ticolare. Il Dalai Lama ci pas sò una delle ultime notti pri ma di prendere la strada del l’esilio. Ripristinarne l’antico candore significa riaccen dere la speranza, ravvivare il ricordo del maestro lonta no. Le autorità cinesi lo san no bene, sguinzagliano i lo ro questurini, invadono il santuario, circondano l’anti ca cappella, ordinano di ri porre vasi e pennelli. I mona ci stavolta non si fanno inti midire, fanno cordone intor no ai colleghi, sfidano gli or dini delle autorità. Come nel le piazze di Rangoon le tuni che arancione inanellano il loro girotondo di libertà, fronteggiano le forze di sicu rezza, sfidano i loro manga nelli e quando uno dei mona ci viene colpito alla testa le affrontano a colpi di calci e bastone. In poche ore la rissa si tra sforma in battaglia. A dar man forte ai monaci imbian chini arrivano più di 900 col leghi mentre nelle strade cir costanti si fanno largo quasi 400 agenti. Quando il tra monto mette fine al primo giorno di scontri le autorità pianificano la risposta. Nel la notte polizia e esercito chiudono i principali punti d’accesso a Lhasa, montano una telecamera su un tetto di fronte al Jokhang, uno dei più importanti templi della capitale, chiudono il cerchio intorno agli altri santuari. Ma a Lhasa, come a Rangoon nei giorni della grande rivolta birmana, i monaci non hanno paura. Continuano a scender in strada, continuano, come racconta il quotidiano di Hong Kong Ming Pao, a fron teggiare le forze dell’ordine cinesi. La decisione con cui sfidano le autorità sembra una conferma delle peggiori paure cinesi. Quelle stesse paure hanno indotto Pechi no a lanciare un durissimo attacco alla Casa Bianca condannando la decisione di ricevere il Dalai Lama de finito l’ispiratore di tutte le forze secessioniste del Ti bet. Accuse ancor più dure al padre spirituale del buddhismo tibetano sono state diffuse dai mezzi di comuni cazione cinesi. Per alcuni giornali di Pechino il Dalai Lama è diventato, infatti, il mandante dell’assassinio di numerosi avversari politici e il promotore della setta giapponese Aum Shirikyo, responsabile di una serie di attentati costati la vita a de cine di persone."

COMMENTO:è chiaro che la cina abbia paura,altrimenti non reagirebbe con tanta violenza contro delle persone inermi.inermi fisicamente,ma nn nelle loro idee,più potenti di qualsiasi arma.

la disperazione porta ad atti estremamente coraggiosi,il coraggio di chi nn ha niente da xdere.sì,la vita è in rischio,ma come può essere la vita senza libertà?come deve essere amaro vivere sotto un regime opprimente,noi spesso sottovalutiamo il valore di questa parola:LIBERTA’,la diamo per scontata,come un diritto,e così dovebbe essere,ma nn sempre lo è.

nn so come finirà in birmania o nel tibet,questi paesi sono accomunati dalle stesse sofferenze,ed ora dalla stessa determinazione di liberarsi,anche a costo di morire.

sabato scorso in birmania hanno tolto il coprifuoco,le notizie sono poche e frammentarie,visti gli oascuramenti e gli ostacoli che ci sono per farle trapelare, gli arresti continuano così come le torture,hanno creato dei campi di “nuova vita”,così li chiamano.vengono organizzati raid notturni,processi a porte chiuse,circa 100, e altri 1000,e oltre,attivisti x la pace sono stati portati davanti alle corti speciali a Rangoon.per poter leggere tutto questo approfonditamente vi linko l’articolo:

Birmania, revocato coprifuoco a Rangoon. Fonte Gb: campi di rieducazione per monaci

In questo articolo,si dice anche che il regime dichiara 10 morti durante le proteste,mentre pare che sarebbero decine e decine,così come dice di aver arrestato 3000 persone e che 500 sarebbero ancora sotto custodia,mentre invece ce ne sarebbero ancora ben 2500 in prigione.Uno stralcio:”Molti monaci sarebbero stati condotti nei campi di “nuova vita” e sottoposti a gravi abusi. Stando ai primi racconti sulle condizioni di vita in queste strutture, i monaci vengono chiusi in stanze con le pareti ricoperte di escrementi e sprovviste di bagno, sono ripetutamente picchiati, immersi in acqua gelida,lasciati senza cibo e sottoposti a interrogatori in cui sono costretti a togliersi la tunica”.

Oltre alle violenze l’umiliazione,l’annichilimento della persona,della dignità.

Chissà cosa aspetta il Tibet,dove la rivolta dei monaci.

Noi dobbiamo continuare a parlarne,non stanchiamoci mai,è così poco in confronto a quello che stanno facendo loro,cerchiamo di stimolare l’interessamento di tutti,almeno noi possiamo parlare,a loro è precluso anche questo.

Simona Rudyguevara""

La Legge del Bicchiere mezzo pieno....

.... O mezzo vuoto.

Oppure potremmo dire che ho una notizia buona ed una più inquietante:

Quella buona è che oggi il Tg2 ha fatto una sorta di piccolo speciale all'interno del telegiornale intorno all 13.30 che parlava della Birmania ed intervistavano (sul posto un inviato) un monaco birmano il qual ( e qui arriva la notizia inquietante) denunciava il fatto che risultano scomparsi (o desaparecidos?) circa 2000 monaci.

Un numero preoccupante. Il monaco intervistato diceva di non abbandonarli e di continuare a chiedere che si smetta con gli arresti illegali, con le torture e con ogni forma di abuso da parte del Regime.

La cosa positiva è che finalmente i media sono tornati a parlare di Birmania.

Non molliamo adesso!

In questi giorni invierò le mail a quegli indirizzi.

Continuiamo a far sentire la nostra voce

Don't leave them alone!

lunedì 22 ottobre 2007

Aung San Suu Kyi: l'eroina sconosciuta

Aung San Suu Kyi è l'ottava donna premiata col Nobel per la Pace nel 1991. Ma nessuno conosce bene la sua storia. Cerchiamo quindi di scoprire chi è questa "eroina sconosciuta".

Nata nel 1945, figlia di Aung San, leader del movimento indipendentista assassinato nel 1947, ha conosciuto e apprezzato la filosofia gandhiana della non-violenza fin da bambina, in India, dove ha vissuto al seguito di sua madre, ambasciatrice.
Ha avuto una formazione cosmopolita: ha studiato a Oxford, ha lavorato all'Onu, sposata con un inglese. Il suo interesse per la politica si è manifestato tardi, quando, nel 1988, tornata in Birmania per accudire la madre malata, si è trovata coinvolta nella lotta contro il regime militare dittatoriale. Decide di rimanerci e, sempre nello stesso anno, si impone nella scena nazionale del suo paese come leader e fondatrice della Lega Nazionale per la Democrazia, un movimento non-violento che stravince le elezioni del 1990 e le permette di diventare Primo Ministro. Naturalmente i militari rigettarono e annullarono il voto popolare e presero il potere con la forza. Scattano così gli arresti domiciliari per Aung San, con la concessione che se avesse voluto abbandonare il paese, lo avrebbe potuto fare; lei rifiutò la proposta del regime e preferisce restare nel paese, detenuta nella sua casa, senza possibilità di alcun contatto esterno ma dove continua ad agire contro la dittatura con la non-violenza.

Gli arresti domiciliari vengono revocati nel 1995, ma rimane comunque in uno stato di semi libertà. Non poté mai lasciare il paese, perché in tal caso le sarebbe stato negato il ritorno in Myanmar. Unico segnale di speranza è stato l'intervento dell'Onu nel 2002 che permette ad Aung San Suu Kyi il riconoscimento di una maggiore libertà d'azione in Myanmar. Ma lo scotto da pagare è drammatico: nel 2003 mentre è a bordo di un convoglio con numerosi supporters, un gruppo di militari aprì il fuoco e massacrò migliaia di suoi sostenitori. Lei si salva per miracolo e, sia nel 2005 che nel 2006, gli vengono ulteriormente rinnovati gli arresti domiciliari.

Aung San Suu Kyi è costretta a guardare impotente anche l’ennesima ed ultima repressione finita nel sangue del “suo” popolo, quella oramai tristemente famosa, per mano del sanguinario regime birmano che spossa il popolo con imposte proibitive su ogni genere di prima necessità e dove l’elevata mortalità infantile, i bimbi soldato e lo stupro di massa sono la quotidianità.
Oggi ha 62 anni, 12 dei quali passati in prigionia. Ma la sua lotta prosegue...è a casa sua che è anche passato il capo della consulta dell’Onu, il diplomatico Ibrahim Gambari, dopo essersi recato a Rangoon per verificare la situazione e per discutere con i leader politici attuali.
Aung San Suu Kyi ha espresso la possibilità di un dialogo pacifico tra le fazioni, dichiarando anche che la popolazione del Myanmar è stanca di subire ogni giorno soprusi e imposizioni anti-liberali da parte del governo."Ciò che la gente della Birmania vuole oggi è democrazia; una volta raggiunta avremo tutti i mezzi per risolvere le questioni che affliggono il Paese" le sue parole.
Una donne forte e determinata che ha sempre affermato e ribadito che a fondamento della sua azione c'è la fede buddista! I suoi saggi sono raccolti in due libri: "Lettere dalla mia Birmania" (2007) e "Liberi dalla paura" (2003). Esemplare l'incipit del primo libro: "...Non è il potere che corrompe, ma la paura…".
Molti bloggers disseminati nel mondo, come anche noi Bloggers For Burma, vorremmo fare nostra un altra celebre frase di Aung San: "Usate la vostra libertà per promuovere la nostra"!

Vi posto un video in sostegno di Aung San Suu Kyi, in cui compare anche la celebre star americana Jim Carrey:

Anche la coscienza si è spenta

Non ci sono più immagini dalla Birmania e non c’è più traccia della nostra indignazione: solo silenzio e assenza.
La rete sembra essere rimasto l'unico barlume di etica per noi cittadini virtuali che affidiamo al computer una parte della nostra indignazione.
Fosse comuni, detenzione di massa arbitrarie, sparizioni per strada, centri di interrogazione, torture.
Nomi che cadono nel nulla e di cui non si sa niente.
La macchina di morte e di repressione si è messa in moto. Al buio, al riparo da tutti i mezzi d'informazione.
Nelle nostre coscienze sappiamo tutto. L'ampiezza della repressione, gli strumenti della morte e di soffocamento sono noti.
Basta chiudere gli occhi e vedere gli studenti, i monaci, i civili arrestati caricati di notte su camion che scompaiono nella giungla, nel nulla, i corpi a terra schiacciati, i monasteri svuotati, i monaci denudati e uccisi.
Non serve tapparsi le orecchie: l'eco delle ossa scassate, le urla della tortura, le sentiamo.
Se non altro perchè è già avvenuto. Birmania e Cile di Allende, orribilmente legati oggi.
Sulla Birmania, la Francia (Total) e l'Europa hanno deciso che la mobilitazione non è di buon auspicio per gli investimenti. E allora, il silenzio…

Liberamente tratto da un articolo di Flore Murard (Liberazione 13/10/2007)

sabato 20 ottobre 2007

BIRMANIA : FINE DEL COPRIFUOCO.

Il regime birmano ha revocato oggi il coprifuoco imposto a Rangoon in settembre durante la protesta repressa dai militari. Forse il regime respira aria di tranquillità, e la cosa non va certo bene.
Dopo tante proteste, dopo 13 morti e chissà quanti feriti che rimane?
Rimane tanta indignazione...indignazione non solo per l'operato del regime, ma per tutto...per i mezzi di comunicazione che non ne parlano più, per la comunità internazionale, la quale non ha mosso un dito...ovviamente la Cina fa paura!
Noi, nel nostro piccolo, andiamo avanti...perchè NOI non vogliamo dimenticarli.Certo è triste vedere come le grida di libertà di quelle persone sono cadute nel baratro del disinteresse generale.
Ricordiamoci anche che circa 3000 manifestanti sono stati arrestati e nessuna saprà mai che fine faranno.

EMPTY EYES

Cercano di spegnere l'eco ma le notizie arrivano ancora e non sempre buone

Vi linko questo post di Sophie interamente in inglese dove racconta come la situazione sia apparentmente normale di giorno anche perchè le attività militari ora avvengono per lo più di notte.

Ma cose terribili continuano ad accadere, e non solo contro i monaci ma anche contro gente comune e senza motivo,

Sophie racconta, tra l'altro, di un padre ucciso dai militari perchè cercava di raggiungere la scuola di suo figlio.

Ho un senso di rabbia e di impotenza! Cerco di restare lucido di non lasciare che le emozioni offuschino i miei pensieri per vedere come agire ma non sempre è facile.

Lancio un idea: le mail ricevute da Chit per il Caso Parlanti ed usate per sensibilizzare su quel caso potrebbero essere utitli anche per la Birmania. Siete d'accordo?

"EMPTY EYES"

I just breathe red air
Take your hearts
And raise dreams to the sky

Eyes of a child
Can't understand
Father's death
And smell of bullets.

Empty eyes those eyes.

Guns picked
by bloody hands
Steal lives
And cancel the sound of Words.

Freedom is a right
Fighting for Freedom's not a joke.

Help them to reach the sun

DANIELE VERZETTI, ROCKPOETA.

IL LINK: http://sophielwin.blogspot.com/2007/10/myanmar-where-traitors-soon-meet-their.html

Don't leave them alone!

venerdì 19 ottobre 2007

BASTA CON LE ARMI AGLI OPPRESSORI DEL POPOLO DELL'EX BIRMANIA!


I cinesi, si sa, copiano tutto e immettono i loro prodotti sul mercato a prezzi stracciati, stante il bassissimo costo della mano d’opera locale, prossimo allo zero.
Ma forse non tutti sanno che il “pericolo giallo” come veniva definita la Cina già nei primi anni del dopoguerra è l’8° esportatore al mondo di armi convenzionali, unico tra i paesi dediti a questo business a non aver firmato gli accordi che vietano la vendita di armi a paesi terzi che potrebbero impiegarle per attuare gravi violazioni dei diritti umani e da quasi un decennio non rimette all’ONU i dati da inserire nel Registro della produzione di armi convenzionali istituito presso le Nazioni Unite.

Grandi committenti di questo genere di “cineserie” sono il Sudan, il Ciad, La Liberia, Il Nepal e, non ultimo, il regime dittatoriale dell’ex Birmania, oltre ai soliti “grossisti per caso” che smerciano “macchine da sparo” ad organizzazioni terroristiche e bande di criminali.

Decine di migliaia di armi individuali, di produzione cinese, sono state censite in Sudafrica, finite tra le mani di gruppi organizzati di veri e propri delinquenti, dediti a sequestri, rapine ed atti di violenza generalizzata.

Il fatturato cinese dell’export di armi d’ogni tipo è stimabile nell’ultimo decennio intorno ai 12 miliardi di dollari.

Il “fiore all’occhiello” che con tanta laboriosità partecipa al “miracolo” dello sviluppo economico cinese è la fabbrica “Norinco” (North Industry Company China), che scopiazzando brevetti a più non posso fa di tutto, dalle carabine ad aria compressa alle copie conformi dei tristemente famosi AK 47, il famoso Avtomat Kalashnichov, e succedanei derivati di origine sovietica, tanto apprezzati anche dalle “mafie” d’ogni dove.


giovedì 18 ottobre 2007

Ex-Birmania: Cina alle strette?

Dopo l'invito del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, anche "Human Rights Watch", il gruppo per i diritti umani con sede a New York, ha chiesto alla Cina (che, ricordiamolo, è anch'essa membro del Consiglio di Sicurezza) di contribuire a fermare la repressione in Myanmar e a fare di più nei confronti della giunta, suo alleato.
I due Paesi però non sono d'accordo sulle azioni che il Consiglio di Sicurezza dovrebbe adottare. La Cina, dal canto suo, ha ribadito che l'azione delle Nazioni Unite per il Myanmar dovrebbe essere "prudente e responsabile" e non dovrebbe includere sanzioni.
La HRW ha però richiamato l'attenzione sul fatto che la data dell'8 agosto 2008, scelta per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino, segnerà il 20esimo anniversario delle proteste per la democrazia che ebbero luogo nell'ex Birmania nel 1988, anche queste represse dalla giunta militare al potere un mese dopo!
Ed è proprio questa una delle possibili iniziative che molti bloggers vorrebbero sostenere: boicottare le Olimpiadi!
La minaccia stessa di un boicottaggio delle Olimpiadi può convincere la Cina ad esercitare l'enorme potere che ha sulla Birmania. Ma come?
Dal punto di vista del Comitato Olimpico e degli altri organismi che ruotano attorno alla grande manifestazione è piuttosto difficile. Dovrebbe invece essere, ancora una volta, un movimento di popoli rivolto contro il sostegno che la Cina, imperterrita, assicura costantemente ai militari birmani: questo significa parlarne, discuterne, fare convegni, conferenze, manifestazioni, dare voce ai birmani profughi, far rimbalzare sui mass media la condanna dei popoli alla Cina per quanto avviene in Birmania.

Pechino esige da sempre il rispetto dei confini, all’interno dei quali il governo può agire come vuole, anche uccidendo a freddo i suoi stessi cittadini. Eppure tende a interferire (eccome!) negli affari di altri Stati: il Tibet invaso è l’esempio più lampante!
Ma la rivolta buddista nella ex Birmania, riproduce su scala ridotta quella che potrebbe essere una possibilissima rivolta nonviolenta tibetana all’interno della Cina. Specialmente dopo l' ultima "mazzata" ricevuta dagli Usa di Bush che ha incontrato il Dalai Lama alla Casa Bianca. Il ministro degli Affari esteri cinese, Liu Jianchao, ha denunciato la riunione come una provocazione.

Oramai l’opinione pubblica occidentale, che si è mobilitata a favore della protesta dei monaci buddisti come mai era accaduto in passato, incomincia a identificare la causa birmana con quella tibetana. Mai come adesso la Repubblica Popolare Cinese si trova in una morsa.
Un segnale di flebile speranza, invece, arriva oggi da Rangoon. Sono stati infatti rilasciati due dei piu' illustri oppositori arrestati nel Myanmar durante la feroce repressione delle manifestazioni per la democrazia: Zanagar, famoso comico birmano, e Kyaw Thu (nella foto a sinistra), uno degli attori piu' importanti del Paese, scarcerato insieme alla moglie. Ad annunciarlo un collega degli ex detenuti, che ha tuttavia preteso l'anonimato temendo rappresaglie. L'uomo ha precisato che i tre sono usciti di prigione ieri a tarda sera.
La popolarita' delle due stelle dello spettacolo, e la loro adesione alle proteste, sono giudicati dagli osservatori un fattore non secondario tra quanti spinsero decine di migliaia di persone, fino a centotrentamila in unica soluzione, a scendere in piazza per manifestare la loro avversione nei confronti del regime guidato dal generale Than Shwe.
Identica la 'colpa' imputata a tutti: l'aver offerto cibo e acqua, una forma di elemosina considerata peraltro doverosa per ogni buon credente, ai monaci buddhisti che per cinque settimane consecutive guidarono le pacifiche marce del dissenso.

Intanto, l’inviato speciale delle Nazioni Unite per il Myanmar, Ibrahim Gambari (a destra), ha confermato l’intenzione di tornare nell’ex Birmania verso la metà del mese di novembre.

martedì 16 ottobre 2007

Sostenete Bloggers for Burma

Per sostenere i Bloggers for Burma con il nostro logo linkato al nostro blog puoi incollare nel tuo sito il codice html che segue.




Non farci mancare il tuo sostegno! Usiamo la nostra libertà per affermare quella di chi non c'è l'ha!

Post pubblicato simultaneamente su LiberaCittadina

Messaggi Birmani dagli States... Thank you Sophie!

Sophie è birmana ma vive in Arizona; ha un blog che potete anche trovare tra gli altri link utili.

E' giunta qui dopo un mio commento ad un suo post dove in inglese avevo spiegato la nostra iniziativa.

Questo è il suo commento sul nostro blog che voglio postare qui e di seguito la mia risposta:

Le sue parole devono darci forza in un momento dove la Giunta Birmana sta facendo orecchie da mercante alle richieste ONU ma anche dove il Giappone ha deciso di sospendere ogni rapporto con la giunta militare.


"SOPHIE LWIN ha detto...
Thank you from the bottom of my heart for all of your amazing support for my country and my people. I wish I can understand italian....I cannot read your blog but I am confident that it is doing it's service to help those in need. KEEP UP THE FIGHT, TOGETHER WE CAN HELP FREE BURMA!!!
love,
sophie
sophielwin.blogspot.com"

16 ottobre 2007 7.43

TRADUCO: "Grazie dal profondo del mio cuore per tutto il vostro stupefacente sostegno al mio paese ed alla mia gente. Quanto desidererei capire l'italiano... Purtroppo non posso leggere il vostro blog ma sono certa che si sta adoperando nel modo migliore per aiutare chi ne ha bisogno. MANTENIAMO VIVA LA LOTTA, INSIEME POSSIAMO AIUTARE LA BIRMANIA A LIBERARSI!

La mia risposta:

Hi Sophie and welcome here

I will put in a post your comment so people will see that, everywhere around the world, men and women want Burma free and want democracy and freedom for people living there.

Thank you so much for passing here.

Daniel Rockpoet.

TRADUCO: Ciao Sophie e benvenuta. Realizzerò un post dove inserirò il tuo commento affinchè la gente possa vedere che. ovunque nel mondo, uomini e donne vogliono la Birmania libera e vogliono democrazia e libertà per la gente che vive là.

Grazie moltissimo per essere passata di qui.

Daniele, Rockpoeta.

lunedì 15 ottobre 2007

APPELLO A TUTTI: HELP US TO HELP BURMA!

Lancio un appello a TUTTI.

Dai nostri bloggers sostenitori, a tutti coloro che hanno un blog e che capitano da noi, spargete la voce, pubblicate il nostro post unitario che trovate in questo blog e in tutti i nostri 16 blog in cui lo abbiamo postato quasi simultaneamente.

Linkate il nostro blog, pubblicate, citandone la fonte, i nostri post in modo da poter dare visibilità a questa iniziativa per non lasciarli soli mai.

Grazie
F.to BLOGGERS FOR BURMA.

NO DOUBT!

Bandite ogni incertezza, ogni perplessità, ogni timore che un respiro non possa coinvolgerne altri, che una parola non possa smuovere montagne.

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul perchè dobbiamo continuare TUTTI a far sentire, attraverso la nostra voce, la loro lotta ed il loro disagio, queste parole di Aung San Suu Kyi, eroina del popolo birmano, forse vi aiuteranno a capire:

"Please use your liberty to promote ours." (trad: "Vi prego, usate la vostra libertà per promuovere la nostra")

Non lasciamoli soli mai!

QUALCOSA SI MUOVE?

Dopo Bulgari, anche la Rolls Royce ha dichiarato di aver cessato ogni rapporto d'affari con la Birmania.

Questi, a mio avviso, rappresentano due segnali importanti sui quali riflettere: due grande Società hanno dato maggior peso alla vita piuttosto che ai profitti e, last but not least, il terzo importantissimo segnale è che insieme e coordinati si vince.

Ammetto che non abbiamo la controprova, ma credo che senza la pressione dei media, della gente comune e del web forse non avremmo incassato questo importante risultato da entrambe le due Società.

Invece, forse, il timore di perdere in Europa e nel resto del mondo importanti fette di mercato, può aver fatto considerare utile fermarsi e, magari , aver dato anche un piccolo aiuto a quell'altra vocina che diceva loro di porre fine a quei rapporti per ragioni umanitarie.

La notizia della Rolls Royce è stata tratta dal blog di Ko-Htike e ve la riporto in inglese: qui di seguito potete leggere il Conunicato che la Compagnia Britannica ha divulgato per far conoscere la sua decisione. Decisione inviata per fax anche alla "Burma Campaign UK".

DAL BLOG DI KO-HTIKE:

Rolls-Royce Pull Out of Burma
11 Oct 2007 The Burma Campaign UK today welcomed an announcement by Rolls-Royce that the company is ceasing all business in Burma. The Burma Campaign UK this afternoon received a faxed statement from Rolls-Royce confirming it is ending its involvement in Burma.

“We welcome the fact that Rolls-Royce have finally done the decent thing, and cut their ties with this brutal regime,” said Myo Thein, Campaigns Officer at Burma Campaign UK. “Companies should not be helping to fund a regime that slaughters its own population. We call on companies such as Total Oil, Chevron, Daewoo, Orient Express and Hutchison Whampoa, owners of 3 Mobile, to follow their example.”

Rolls-Royce featured on the ‘Dirty List’ of companies directly or indirectly funding the regime in Burma. The full list can be viewed at: http://www.burmacampaign.org.uk/dirty_list/dirty_list.php Rolls Royce have now been removed from the list.

Rolls-Royce statement follows:

“In view of the situation in Burma, Rolls-Royce has decided to cease all business with that country. The Company is immediately returning two engines to Myanmar Airways which were awaiting overhaul at one of our UK facilities and we will terminate the contract for future repair work.

Rolls-Royce does also have contractual commitments with a Singapore-based operator who, in turn, leases an aircraft to a Burmese airline. Action is in hand to terminate this contract also and it is anticipated that this involvement will be terminated by early November 2007.

At that point Rolls-Royce will have no further involvement in Burma and will not be seeking any further business.”

For more information contact Mark Farmaner, Acting Director, on 02073244713"

La "FORTE" Dichiarazione Onu al Myanmar...

"Il Consiglio di sicurezza deplora fermamente l'uso della violenza contro le manifestazioni pacifiche in Myanmar" è arrivata pochi giorni fa (11 Ottobre) la bacchettata del Consiglio di Sicurezza dell'Onu al Myanmar.
Con questa dichiarazione si invita le autorità a rilasciare tutti i prigionieri politici e a iniziare un dialogo con la leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi.
Poco...pochissimo per quello che sta continuando ad accadere laggiù!

L'unica, forse, nota "positiva" è il fatto che il Consiglio di sicurezza ha ottenuto anche il voto favorevole della Cina, il più stretto alleato dell'ex Birmania. Anche se poi risulta piuttosto accomodante il rappresentante di Pechino, Liu Zhenmin, che è riuscito a dire che "Spetta al governo del Myanmar e al suo popolo risolvere la questione. Auguriamo buona fortuna al popolo del Myanmar"... e tanti saluti! 0__O

Addirittura si è arrivato a dire che “La situazione in Myanmar sta migliorando e prendendo una direzione positiva”, sempre secondo il commento del portavoce cinese del ministero degli Esteri, Liu Jianchao.

Fatto sta che questa dichiarazione non è stata ben accolta dalla giunta militare di Burma. Secondo il governo militare, che si dichiara dispiaciuto per la decisione Onu, la situazione in Birmania non mette a rischio la pace regionale e la sicurezza. Inoltre, i militari hanno fatto sapere che continueranno a collaborare con le Nazioni Unite, nonostante l'accaduto.
Secondo la Lega Nazionale per la Democrazia, primo partito d'opposizione della Birmania, ed il suo capo, Aung San Suu Kyi, visto che la giunta militare di Burma fa parte delle Nazioni Unite avrebbe dovuto implementare seduta stante i suggerimenti pervenutegli dal Consiglio di Sicurezza. A Washington, invece, si aspetta ora il ritorno in patria dell'ambasciatore Usa in Birmania, Ibrahim Gambari, per organizzare un incontro diplomatico tra gli ufficiali del governo e Aung San Suu Kyi.


Dalla frontiera intanto continuano a filtrare nuovi video girati di nascosto durante le manifestazioni di settembre e la denuncia di torture e abusi contro i membri del movimento “Studenti della generazione 88” e altri detenuti da fine agosto nel centro interrogatori del famigerato carcere Insein, a Yangon.
Alcuni muoiono in carcere altri versano in ospedale in condizioni gravissime. Stessa sorte spetta ai monaci buddisti arrestati a settembre nelle marce pacifiche contro il regime. Il monaco U Sandar Vaya, 33 anni, è stato in prigione insieme ad altri 500 religiosi e 200 civili ammassati in una stessa stanza dell’Istituto statale di tecnologia a Insein. Scarcerato, racconta di “mancanza di cibo e acqua, terribili condizioni igieniche e un caldo insopportabile”. Un monaco anonimo ha raccontato invece di avere visto “morire di stenti la gente accanto a me e i cadaveri venivano lasciati a terra per ore”.

La stampa italiana (specie i nostri tg), nonostante tutto ciò, continua a "tenerci informati" con brevi e stringati "aggiornamenti".




Vignetta di Mauro Biani (http://maurobiani.splinder.com/)

domenica 14 ottobre 2007

Iniziative per non dimenticare

Segnalo che è attivo un gruppo di discussione: Cammina con la Birmania.
Discussioni di progetti e iniziative per non dimenticare il dramma del popolo birmano.

Vuoi provare a fare qualcosa per la Birmania?

Puoi dare anche tu il tuo piccolo contributo per la Birmania grazie a questo democraticissimo e grandioso strumento che è Internet. Forse si può fare poco ma vale la pena provarci.Probabilmente grande parte dell’opinione pubblica condanna i massacri di cui si sta macchiando il regime del Myanmar ma forse l’opinione pubblica potrebbe contare di più se da concetto astratto diventasse un qualcosa di concreto come un numero, il numero di persone che deplorano l’atroce violenza subita dai pacifici manifestanti e ne chiedono il rispetto dei diritti umani e civili. Un numero come 1081081081234 che è alla base di un’iniziativa che unisce numerosissimi blog.

Fai come noi e sul tuo blog riporta il numero:

1081081081234

e Google farà il resto perché cercando questo numero con il suddetto motore di ricerca comparirà l'elenco dei blog, compreso il tuo, che aderiscono all'iniziativa e gridano la loro condanna alle violenze sui manifestanti birmani.
Provaci, non ti costa nulla ed è per una causa giustissima.

Aggiornamento #1

Invio un aggiornamento riportato da Caramella Fondente e colgo l'occasione per invitare chiunque voglia dare il suo contributoa scrivere al nostro indirizzo di posta bloggersforburma@yahoo.it.

Mentre nel Myanmar la repressione contro gli oppositori prosegue implacabile, lontano da occhi indiscreti, all'alba le strade della vecchia capitale Yangon sono tornate ad animarsi di folla: una moltitudine numericamente paragonabile a quella che per 55 giorni consecutivi marcio' per le vie dell'antica Rangoon, guidata dai monaci buddhisti, invocando liberta' per l'ex Birmania prima che si abbattesse la scure del regime. Ben diversa pero' l'atmosfera, rispetto ad allora: era ancora notte quando i soldati sono andati a prelevare la gente direttamente nelle abitazioni, e l'hanno obbligata a salire a bordo di pullman allestiti per l'occasione. Dovevano sfilare a sostegno della giunta del generale Than Shwe, manifestandole il loro pieno appoggio. Poi sono stati portati tutti nello stadio principale della citta'. Decine di migliaia di sostenitori 'coatti' sono cosi' dovuti restare dritti in piedi per tre ore di fila sotto una pioggia battente, costretti ad ascoltare generali e alti gerarchi che si alternavano sul podio per esaltare le conquiste dei vertici militari al potere e, prossimo obiettivo, la realizzazione di un grandioso quanto non meglio precisato piano per costruire nell'ex Birmania una "democrazia prosperosa di disciplina", come da parola d'ordine. Soltanto al termine e' stato concesso loro di tornarsene a casa. La giunta militare birmana non attenua dunque la repressione sul movimento democratico. La scorsa notte a Rangoon e' stato arrestato uno dei leader studenteschi della rivolta del 1988, repressa nel sangue anche allora. Htay Kywe, 39 anni, stando a quanto riferito un suo amico che vive in esilio a Bangkok, e' stato preso dopo una caccia all'uomo finalizzata a tagliare la testa all'organizzazione di quest'ultima ondata di proteste scoppiata in agosto a seguito dall'impennata dei prezzi del carburante. Con Htay sono stati arrestate altre tre persone. Anche se braccato, Htay Kywe il 13 settembre dal suo nascondiglio concesse un'intervista alla Reuters e in quell'occasione previde che la repressione della giunta non si sarebbe fermata. (AGI/REUTERS) - Bangkok, 13 ott. - 21.30....

sabato 13 ottobre 2007

"DEMOCRAZIA DISCIPLINATA".

I media non ne parlano quasi più...evidentemente la notizia non fa più grandi ascolti.
In realtà in Birmania la situazione è sempre tesa...è sempre anormale.
Anormale perchè il popolo vive ancora senza libertà, anormale perchè in Birmania non c'è ancora democrazia...
A dirla tutta il regime militare ha trovato la soluzione al problema...la democrazia disciplinata!
Cosa intendono con tale termine, non è dato saperlo...provo ad indovinare...
Democrazia disciplinata vorrebbe dire che : il popolo può dire la sua...ma in maniera disciplinata...senza usare parole sgradevoli quali libertà di pensiero e di parola...no...deve esprimersi in maniera adeguata...deve usare il linguaggio usato dal regime...
Deve dire ciò che può dire...non ciò che vorrebbe dire!!!
Cose assurde...
Veniamo all'attualità...
Decine di migliaia di persone si sono radunate in piazza a Rangoon per partecipare ad una manifestazione a sostegno della giunta militare.
Questo è il colmo...manifestazioni a favore del regime...
Il problema è che tali eventi si susseguono da un pò di tempo...precisamente dopo la sanguinosa repressione delle proteste dell'opposizione a fine settembre.
Tutto ciò deve far riflettere.

BLOGGERS FOR BURMA: UNITI Per La BIRMANIA

Chi sono i Bloggers for Burma? Sono 16 bloggers che vogliono far sentire la loro voce a sostegno di chi lotta pacificamente per la libertà. O, forse, solo 16 pazzi utopici che credono ancora che i diritti umani e la democrazia siano e debbano essere dei valori cardine del mondo di oggi e di quello di domani. Queste le nostre parole:

"I diritti umani, la libertà e la democrazia sono la linfa della società in cui noi viviamo. Diritti acquisiti e forse un po’ scontati per quelli nati, come me, dopo la nascita della Repubblica che ne hanno sentito il profumo nell’aria, per la prima volta, inspirata.

I diritti umani, la libertà e la democrazia sono, invece, per molti popoli concetti astratti di cui è persino vietato parlare. Per il Popolo Birmano una ragione valida per farsi massacrare.

Pacificamente, senza opporre resistenza.

In tempi di fanatismi religiosi che costano vite innocenti e minacciano i fondamenti della società civile, i monaci buddisti si uniscono al loro Popolo per chiedere il rispetto della loro grandissima dignità di uomini, di cittadini.
Non lasciamo che la loro giusta e onorevole protesta resti confinata in una piccola regione del mondo. I diritti umani, la libertà e la democrazia devono essere patrimonio di tutta l’umanità.

E perciò in un abbraccio mondiale gridiamo: “Free Burma!”

ArabaFenice

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"Non entro in argomentazioni socio-politiche essendoci sicuramente persone più competenti e preparate del sottoscritto a farlo.
Preferisco soffermarmi su quelle che sono le sensazioni e analizzare l'incedere di questi accadimenti.

Spero tanto di sbagliarmi ma le trovo molto simili a quelle già vissute per il Darfur.

Un'ondata iniziale di sdegno, accompagnata da immagini crude (si pensi all'esecuzione di quel giornalista o ai monaci investiti dai camion militari senza troppi complimenti!), da notizie che facevano crescere sempre di più l'angoscia, da una preoccupazione sempre crescente per quelle popolazioni. All'inizio aperture di Tg, radio, prime pagine dei quotidiani ed oggi invece? ... Oggi niente di più di qualche trafiletto "riempitivo" nell'home page di qualche sito e nulla più. Al radiogiornale delle 8.30 neanche menzione. Aldilà di tutte le parole e le elucubrazioni che si possono fare relativamente alla vicenda, la mia preoccupazione è che però stavolta non ci si dimentichi di loro perchè quando si comincia a dimenticare chi soffre si diventa complici dei loro aguzzini!"

Chit

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"Quando la mattina, aprendo gli occhi, sancisco la nascita di un nuovo giorno, ringrazio chi di dovere per questo dono.

Quando, attraverso i giorni che si susseguono, sono artefice della mia vita e del mio destino, ringrazio i miei Avi.

Li ringrazio per il dono che mi hanno fatto. Li ringrazio per la libertà di cui oggi godo.

Ogni giorno che passa, ogni istante che vivo, mi rendo conto della fortuna che ho. Sono un uomo libero.
Non per tutti è così. Il popolo della Birmania, guidato dai monaci buddisti, lotta per la libertà.
E' una lotta fatta attraverso la parola, attraverso la pace. Parole di libertà e di pace che si scontrano contro armi e intolleranza.

Diamo un'eco a quelle parole. Non lasciamoli soli. Insieme si può. Libero uomo in libero Stato".

Davideelle

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"Finchè ci saranno uomini di guerra pronti a colpire, soffocare, uccidere ed imprigionare uomini di pace, noi ci saremo ad additarli, a condannarli, a non dimenticare.

Contro tutti i regimi di ogni colore urliamo l'urgenza di vedere la Birmania libera.

Finazio

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"Una comunità internazionale "distratta" in tutti questi anni ha ampiamente ignorato la Birmania e quello che vi succedeva.

In pochi hanno però ignorato le possibilità economiche che offre questo paese.
Non è un mistero che, a dispetto delle condanne ufficiali, fra i maggiori investitori in Birmania ci siano Francia, USA e Gran Bretagna.

Compiamo tutti un gesto concreto per aiutare il popolo birmano.

Chiediamo con forza che l’Unione Europea applichi sanzioni economiche severe; nel frattempo ognuno faccia un piccolo significativo gesto boicottando le multinazionali che sfruttano le risorse energetiche del paese".

Franca

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"Abbiamo imparato qualcosa da Piazza Tien an men? I monaci birmani, oggi, da soli non possono farcela.

Siamo noi, quelli che non verranno incarcerati o torturati se protestiamo, che dobbiamo aiutarli a liberarsi della dittatura che soffoca il loro desiderio di libertà.

Restiamo uniti per la Birmania e non dimentichiamola".

Luca

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"I Paesi Democratici di tutto il mondo non possono tacere sulle nefande azioni repressive dell'attuale governo birmano. Ci vogliono azioni concrete a sostegno della popolazione oppressa.

La diplomazia da sola non basta a salvaguardare il rispetto dei diritti umani, tanto più in questo caso dove le relazioni di opportunità tra governi sembrano prevalere sulla salvaguardia dei diritti umani fondamentali".

Mariad

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Quello che accade in Myanmar, ma noi preferiamo parlare di ex-Birmania, è la palese dimostrazione che la libertà di parola e di manifestazione del proprio pensiero, come è nel diritto di ogni essere umano, è continuamente minata e minacciata da chi usa e abusa del suo potere.

Il nostro contributo vuole essere perciò una sorta di marcia che simbolicamente avviene di pari passo assieme a quella degli straordinari monaci birmani e dei tanti cittadini che con ammirevole forza e determinazione hanno deciso di non arrendersi e sono scesi pacificamente in piazza per opporsi alla dittatura e affermare con coraggio i valori della democrazia e della libertà. Un sacrificio per un grande e nobile ideale che sta avendo però degli orribili risvolti di dura e inaudita repressione e violenza che stanno superando il varco dei crimini contro l’umanità.

Noi scegliamo di dare voce al loro urlo soffocato da meschini e sanguinari criminali. Noi siamo con loro.
Il nostro è perciò un grido che vuole e deve andare al di là di qualunque interesse economico, oltre qualunque pregiudizio culturale e politico.

Aiutaci anche tu.
Diamo voce al gesto dei monaci birmani…alla loro libertà. Alla pace".

Mimmo

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"Marciando in silenzio 

abbiamo fatto sentire la nostra voce


Ora tocca agli altri gridare"


Osteria dei Satiri

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"La Libertà e la Democrazia sono dei valori assoluti, nessun fucile o manganello potranno mai soffocarli.

Aldo Moro diceva ai suoi sequestratori: -"se mi ucciderete farete di me un Martire della Democrazia".

La Storia diede ragione a Moro, il suo sacrificio divenne un martirio in nome della Libertà e divenne la Tomba Politica del Terrorismo Brigatista!!!

Il popolo birmano grazie ai suoi martiri vincerà la tirannia militare, il sacrificio dei monaci e del popolo è stato un esempio mondiale e ha acquisito una Forza Politica molto importante per la democrazia e la libertà della Birmania".

Polis

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"Quando un Paese non è una grande potenza, non ha una forza economica sufficiente, viene da una storia di occupazione e sfruttamento coloniale, chi lo può difendere dagli appetiti degli Stati "avanzati" o emergenti?

Quando un popolo non ha mai conosciuto la democrazia, o ha visto soffocare la sua breve stagione di democrazia perchè il leader che si era scelto non era quello gradito a chi decide le sorti del mondo, chi lo può aiutare?

Quando qualcuno di quel popolo e di quel Paese riesce a trovare la forza ed il coraggio di esporre la propria vita al rischio di vedersela strappare, pur di risvegliare le coscienze e di interrompere una tirannia ultradecennale, sopportata e supportata da interessi economici esterni, chi può fargli sentire che non è solo?

Per noi che la democrazia la conosciamo e la viviamo, è un dovere morale non tacere su ciò che succede in Birmania, come in Darfur.

Per uno Stato come l'Italia e per un'entità come l'Unione Europea dovrebbe essere un dovere
premere in ogni modo per porre fine alla dittatura, anche con misure plateali.

Io vorrei che l'Italia desse un segnale fortissimo a chi sta lottando per liberarsi, boicottando le Olimpiadi di Pechino".

Raser

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"Non riesco a trattenere le lacrime, le parole non escono, vorrei aggiungere solo una citazione che mi accompagna da sempre e che ho scolpito nel cuore; mi ha sempre guidata, come un maestro:

Libertà vo cercando, ch'è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta.
Dante Alighieri


Cercando in rete mi rendo conto che non abita solo il mio cuore
http://www.flickr.com/photos/openspacecreativity/1443433622/

Remyna in preghiera".

Remyna

--------------------

"Da bambino mi piaceva ambientare le mie fantasie di principesse e castelli suntuosi, elefanti giganti e monaci che lottano contro le tigri, in Birmania.

Non sapevo esattamente dove fosse collocato geograficamente quel paese e questo toglieva ogni limite alla mia fantasia.

Ora sono diventato grande, ho imparato esattamente dove si trova la Birmania. Tra confini delineati con il sangue e la violenza.

Sogno che i bambini, nati sotto la dittatura militare, il prima possibile tornino, a loro volta, a fare sogni di luoghi incantati, sotto un cielo di riacquisita libertà".

Richard Gekko

--------------------

Non si muore soltanto quando si cessa di vivere, ma anche quando il terrore invade l'esistenza quotidiana, e la possibilità d'esprimere liberamente le proprie opinioni viene brutalmente stroncata.

Nessuno ha il diritto d'uccidere la libertà altrui.

Romina

--------------------

E' impensabile che nel III millennio ci siano ancora posti dove vengono calpestati i diritti umani e dove non c'è libertà, ma purtroppo è così.

Quello che stà succedendo nell'ex Birmania lo dimostra. L’esempio dei monaci è da seguire:la democrazia esce dai monasteri che sono da sempre espressione di moralità, tradizione, cultura.

Spero che il popolo birmano riesca nel suo intento di liberarsi dal regime in modo non-violento con l’ausilio della sola forza di risorse apparentemente intangibili come moralità, cultura, conoscenza, informazione libera, ma che però sono i veri pilastri di un sistema democratico.

I monaci, con la loro protesta pacifica, sono convinti che la democrazia potrà essere ristabilita senza lotte violente o spargimento di sangue.

Auspico che abbiano ragione e che si possa concludere tutto nel migliore dei modi pacificamente. Per far questo occorre far sì che non si distolga l'attenzione da ciò che accade da quelle parti e fare pressioni affinché la Comunità internazionale non si dimentichi di loro; a telecamere spente si possono compiere crimini orribili.

Non smettiamo di parlare del Burma, della sua storia e di quello che sta accadendo. Noi, insieme ai blogger di tutto il Mondo possiamo davvero rappresentare un grande aiuto per il popolo birmano. FREE BURMA!!!

Salpetti

--------------------

Never Alone

Aria acre
pungente
odora di zolfo
puzza di stantio.

Cenere avvolge
I cieli morenti di Rangoon

Vuoto, Deserto, Nulla Assoluto,
Riempiono con suono assordante
luoghi un tempo vivi
Allietati dal silenzio
E da raggi di sole arancione in preghiera.

Ed ecco un altro Tibet
Un altro Cile
Un'altra Cambogia
Un altro Darfur
Un altro Nazismo.

Ecco altro odio.

E questo mio tenue respiro
Per non lasciarvi soli MAI!

Daniele Verzetti, Rockpoeta


Come avrete potuto osservare leggendoci, tanti modi diversi di sentire e raccontare questa tragedia, ma in gola, ciascuno di noi, ha un solo urlo: FREE BURMA!

f.to:BLOGGERS FOR BURMA


BLOGGERS FOR BURMA are:
(rigorosamente in ordine alfabetico di nick e di apparizione nel post)


Anna Maria Stufano, "ArabaFenice" del blog "Non solo Giovinazzo"

http://nonsologiovinazzo.blogspot.com

Claudio Chittaro, "Chit", de "Il Blog di Chit"
http://www.chitblog.net/?


Davide Longo, "Davideelle" del blog "Bar Mario"

http://davideelle.blogspot.com/

Ignazio Finizio, "Finazio", del blog "Finazio, la musica che gira intorno"
http://finazio.blogspot.com

Franca Bassani, "Franca" del blog "Francamente"
http://franca-bassani.blogspot.com/


Luca Zerbato, "Luca" del blog "Libero di pensare"

http://liberodipensare.blogspot.com


Maria D'Ordia, "Mariad" del blog " Non solo sogni"

http://mariad-nonsolosogni.blogspot.com

Mimmo, del blog "Cliccare Mimmo
http://mimmoworld.blogspot.com/


Max, "Osteria dei Satiri" del blog omonimo: "Osteria dei Satiri"

http://osteriadeisatiri.blogspot.com/

Francesco Spallacci, "Polis" del blog omonimo "Polis"
http://polisfs.blogspot.com/

Stefano Ravasio, "Raser" del blog omonimo "Raser"
http://raser.ilcannocchiale.it/

Marina Remi, "Remyna" del blog "Remyna's blog"
http://marinaremi.wordpress.com

Richard Gekko, del blog "Parole di un maniaco omicida"
http://richardgekko.altervista.org/


Romina, stesso nick, del blog "Intersezioni"

http://intersezioni.awardspace.com/


Salpetti, stesso nick, del blog "La forza del blogging"

http://salpetti.wordpress.com/

Daniele Verzetti, "Rockpoeta" del blog "L'agorà"
http://agoradelrockpoeta.blogspot.com

TUTTO INIZIO' COSI'....

GIOVEDI' 4 OTTOBRE 2007

PROPOSTA DEL ROCKPOETA: Uniti per la Birmania

Ci ho riflettuto molto in questi giorni, e ho pensato che forse era necessaria un'azione unitaria ma che non cadesse dall'alto bensì fosse frutto di un nostro comune operato.

E allora lancio questa proposta: realizziamo un post comune realizzato a più mani dove ciascuno di noi scrive 10 righe dello stesso. Oppure ciascuno di noi potrebbe lasciare poche righe firmate, giusto un pensiero su quanto accade laggiù mettendo tra parentesi il nostro nome o nick ed infine scrivendo un pensiero conclusivo comune come per es " Tanti modi diversi di sentire questa tragedia, ma in gola un solo urlo: FREE BURMA!"

Lo firmiamo poi anche in fondo comulativamente ciascuno con il proprio nome o nick con cui è conosciuto nella rete e tra parentesi il nome del suo blog (per es.Chit (Il Blog di Chit), Franca (Francamente), Daniele Verzetti, Rockpoeta (L'agorà), ecc...) e lo postiamo simultaneamente ciascuno sul proprio blog cercando poi possibilmente di sensibilizzare e convincere altri blog a postarlo a loro volta.

Questo post oltre a parlare di quella realtà dovrebbe poi alla fine, a mio avviso, contenere una proposta concreta, un'idea non solo virtuale.

Per es., la proposta di un incontro in uno spazio da definire e in una città da decidere (Roma? E' sufficientemente lontana per tutti lol!) tra i promotori di questa iniziativa ed altri soggetti che potremmo contattare per quell'occasione, ovviamente al cospetto di tutti coloro che gratuitamente volessero partecipare compresi i blogger che pubblicassero il nostro post ed anche i loro lettori nonchè chiunque venisse a conoscenza di questo avvenimento e volesse parteciparvi.

Tutti potremmo dare una mano per realizzare questo progetto: per es. Franca, tu essendo consigliere comunale di un partito importante e attento a queste tematiche potresti vedere se fosse possibile avere politici interessati a parlare ma soprattutto aree (piccoli teatri o auditori per es.) che potessero ospitare l'evento (ma questo discorso vale per chiunque avesse una soluzione al riguardo ovviaemente).

Evento che struttureremmo insieme tutti quanti ciascuno con il proprio apporto.

E' solo una proposta, e come tale perfettibile, migliorabile o magari solo in parte realizzabile, proposta che però se funzionasse, potrebbe essere ripetuta anche per problematiche di casa nostra e non solo come in questa circostanza, per eventi che trovano il loro ambito di sviluppo al di fuori dei confini italiani.

Un modo per non stare solo a scrivere per quanto utile e anzi essenziale, ma per provare a dare voce non solo virtuale alle nostre parole. Un modo per non essere solo tastiere che respirano, ma facce che si incontrano per tentare una piccola impresa.

Io avevo pensato di coinvogere nella stesura del post e nel progetto ad esso collegato insieme al sottoscritto: Araba Fenice, Chit, Davide, Franca, Mimmo, Giulia, Remyna, Richie, Tisbe, Samuele Siani (Sam ultimamente), Raser, Romina, Finazio, Richie, Salpetti, Luca., Matteo e Polis. Mi sembra siano anche coloro che hanno parlato di più di questa vicenda o che cmq hanno dimostrato particolare attenzione e sensibilità alla questione. Ma se ne ho dimenticato qualcuno ditelo!

Siamo già, in partenza, potenzialmente, un discreto numero ma bisogna vedere quanti accetteranno e se poi davvero si farà. Penso (e spero) che per realizzare il post non ci dovrebbero essere grosse difficoltà :-)))

Prima di dire no vorrei ancora che leggeste qui:

"I'M WITH NAME"

Name: Ven, Thila Sara
Address: Yuzana monastery, Myintkyina, Kachin State
Age: .....
Date of death: 26 September 2007

Name: Tun Tun Lin
Address: 1060. 13 street, 7 ward, S/Oakkalapa, Rangoon
Age: 31
Date of death: 27 September 2007

Name: Ko Soe Than (b) Si Tone

Address: 716 , 26 Street , No 5 Quarter, S\Okkalapa

Age: 41 years old

Date of death: 27 September, 2007

Name: Sunny (alais) kalamalay

Address: Bo Htun Zan Quarter, Daw Bon, Rangoon

Age: 18

Date of death: 29 September 2007

Salve Gente
Noi siamo i morti
I morti innocenti per le strade
I morti silenziosi
I morti senza volto
I morti virtuali che non udite
Non toccate nè vedete:

Siamo i morti oscurati
Siamo cenere portata via dal vento.

Siamo i morti di cui parlate
Quelli che celebrate
E quelli che piangete.

Ma ora leggeteci
Noi possediamo un nome
Noi siamo veri!

Noi siamo carne come voi
Eravamo carne come voi.

Ora, solo lacrime di cenere
E sangue incrostato sull'asfalto.


DANIELE VERZETTI, ROCKPOETA.

PS: Attendo il vostro parere ed eventualmente vostre controproposte e/o correttivi.

PS2: Repubblica del 2 Ottobre 2007 a pag. 9 riporta che sono ben 4.000 i monaci arrestati e deportati in veri e propri lager privi della loro tunica ed in luoghi con temperature vicine allo zero. Coprifuoco da mezzogiorno e repressione brutale. Insomma laggiù c'è l'inferno.

Non lasciamoli soli.

Daniele Verzetti, Rockpoeta.

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E QUESTI FURONO I COMMENTI E LE ADESIONI CHE SEGUIRONO:

Posta un commento su: L'Agorà
"PROPOSTA DEL ROCKPOETA: Uniti Per La Birmania."
49 commenti - Mostra post originale Comprimi i commenti

Mimmo ha detto...
Credo che qualunque modo sia utile oggi per diffondere a più persone possibili quanto sta accadendo in ex-Birmania.

Nel mio piccolo cercherò di dare un contributo al tuo progetto.
Mi piace, ad esempio, l'idea del post "comunitario" da diffondere poi tramite i blog di coloro che lo scriveranno.

Vedremo man mano gli sviluppi...
grazie per tutto.

4 ottobre 2007 13.54


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
Grazie di cuore Mimmo!

Daniele

4 ottobre 2007 14.01


ArabaFenice ha detto...
L'idea mi piace, perciò ti do tutta la mia collaborazione e disponibilità. Ma per poter fare un post a tante mani avremmo bisogno di un canale comunicativo più rapido tipo posta elettronica.

4 ottobre 2007 14.32



Franca ha detto...
Il post comune si può fare.
L'organizzazione della manifestazione non mi sembra alla nostra portata

4 ottobre 2007 18.36


raser ha detto...
anch'io ci sono per il post!

4 ottobre 2007 18.45


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
Grazie per l'appoggio! So che anche Salpetti mi ha dato l'ok attendo gli altri.

Vedo già ad occhio che il post unitario si può fare decidiamo come

Due le ipotesi:

1) ciascuno scrive un pensiero proprio liberamente e staccato dagli altri e lo si posta con la firma poi alla fine tutti i nostri pensieri li si unisce con una frase finale; metodo più facile e che comporta che mi inviate alla mia mail che trovate sul mio profilo la vostra riflessione di alcune righe.

2) Oppure un post unitario al 100% quindi con periodi collegati tra loro: Qui, una volta stabilito il numero degli aderenti si dovrebbe decidere chi scrive l'incipit e poi l'ordine di chi gli va dietro.

Scegliete quale preferite mentre intanto aspettiamo gli altri, e poi ci mettiamo al lavoro!

Daniele il Rockpoeta.

4 ottobre 2007 18.46


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
Postilla: peccato per la seconda parte della proposta ma io stesso mi sono reso conto che era complessa.

4 ottobre 2007 18.47


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
Bene Raser, grazie!

4 ottobre 2007 18.48


salpetti ha detto...
Bella iniziatia, mi piace moltissimo. Certo, come dice franca, forse sarà difficile organizzare una manifestazione, ma fare un post collettaneo è proprio una buona idea!!! ;-)
Anzi, per evitare i problemi di comunicazione tra noi, si potrebbe, ad esempi, creare un blog apposta (Free Burma Blog!!!)in cui essere tutti noi co-autori. Ciascuno può scrivere un suo post e pubblicizzare l'iniziativa nel proprio blog. Questo non solo farà pubblcità al blog Free Burma, ma darà anche ala possibilità a chiunque voglia dare il suo contributo di avere un punto di riferimento fisso. Da tutti i post poi se ne potrebbe creare uno solo sinttico, ad esempio.
Se l'inizativa si espandesse a macchai d'olio, si verrebe a creare uno spazio sempre aggiornato che potrebbe diventare un veropunto di riferimento per chi voglia informarsi o voglia dare il suo contributo all'ex Birmania. Inoltre, se qualcuno fosse interessato potremmo invitarlo a partecipare con un suo post allargando la cercia delgi autori. Se il blog avrà successo, da lì potremmo lanciare l'iniziativa di uan manisfestazione, ma ci vorrà tempo...
Si potrebbero creare anche dei bannere da far scaricare da chi lo volesse per metterli nel propio blog e pubblicizzar l'iniziativa.
Che ne dite? Soi potrebbe fare?
Questa è solo un'idea, mi è venuta adesso a caldo, si può e si deve migliorare... ;-)

4 ottobre 2007 18.55


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
Credo che una idea non escluda l'altra. Intanto io farei il post unificato e postato su tutti i nostri blog e su quelli che vorranno postarcelo e poi se gli altri sono d'accordo potremmo fare anche il blog insieme.

Bisognerebbe trovare chi ha la capacità ed il tempo di crearlo e graficaemente ecc... gestirlo.

E' cmq una proposta da considerare attentamente

Grazie Salpetti

PS: post unico o frasi separate di ciascuno?

4 ottobre 2007 19.11


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
Per Arabafenice: la mail andrà benissimo!

Decidiamo come strutturare il post: un post unico e scritto un pezzo per ciascuno o singoli pensieri seperati di ciascuno di noi con frase finale unificatrice?

Prima lo decidiamo prima lo scriviamo

E poi prendiamo anche in considerazione la proposta di Salpetti che non mi sembra affatto male.

4 ottobre 2007 19.37



Osteria dei Satiri ha detto...
sono d'accordo sul post.
noi possiamo appoggiare l'iniziativa nel nostro piccolo...

Max

4 ottobre 2007 20.08


giulia ha detto...
Io sono d'accordo sul post, ma mi dovrai spiegare passo per passo cosa devo fare, perchè sono un po' imbranata. Se accetti queste condizioni ci sono. Ciao Giulia

4 ottobre 2007 20.17


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
Accettate Giulia :-)))!!!!!!

4 ottobre 2007 20.18


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
Per max: Grazie per il vostro contributo è molto apprezzato

Daniele

4 ottobre 2007 20.19


Davide ha detto...
Ciao Daniele,
scusa per il ritardo...ma ero fuori per studio.
Cmq anche io voglio partecipare alla tua iniziativa.
Aspetto tue notizie.
Ciao a tutti.

4 ottobre 2007 20.35


samuelesiani ha detto...
Daniele, un'iniziativa simile è stata a che ne so io avviata per oggi con la pubblicazione di un identico post, credo a livello internazionale, dal sito di peacereporter.net
Nulla vieta a riproporre la cosa o, in alternativa, appoggiare questa iniziativa esistente.
A presto.
PS parto domani. Sarò senza internet fino a martedì.

4 ottobre 2007 21.29


salpetti ha detto...
Mi hai chisto se fare un post unico o frasi separate di ciascuno. Secondo me, scrivere un post unico è difficile. Si potrebbe fare se tutti avessimo la possibilità di incontarci...
Proporrei, allora, di fare un post costutito da più frasi firmate.
Ciascuno, ad esempio, potrebbe fare un mini-post di 5/10 righe con sotto la firma e il link al proprio blog.
Questo post poi ognuno lo mette nel proprio sito specificando di diffonderl oe ampliarlo...
Che dici?

4 ottobre 2007 21.33


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
Per Salpetti: se agli altri va bene per me è perfetto.

Un post unico con frasi di ognuno di noi firmate e poi frase unica finale che potrebbe essere anche quella che ho postato come esempio ma che mi sembra vada bene.

In tal caso appena avrò la lista definitiva dei partecipanti direi di iniziare.

Direi che ciascuno di voi la scrive e me la fa avere per mail.
Quando le avrò tutte farò il post e lo invierò per mail a tutti quanti e stabiliremo il giorno e l'ora esatta in cui tutti lo posteremo sui nostri blog. In tal modo sarà stato postato simultaneamente in tutti i blog aderenti alla iniziativa.

Da quel momento ci adopereremo per farlo postare nella sua integralità anche da altri blog

Osteria dei Satiri credo abbia dato la disponibnilità se ho inteso bene, Signor Ponza se lo vuole potrebbe farci questo piacere e così altri ancora.

Se tutti siete d'accordo vada per il post con frasi di ognuno firmate e poi firma globale in fondo al post.

Per Samuele: io voglio dentro anche te per la frase, proprio non riesci a inviarla per mail in questi giorni?

Tornando agli altri attendo ancora qualche risposta ma di alcuni avevo già avuto parere positivo.

Attendo di poter stilare la lista conclusiva sperando di riuscire nell'intento già domani.

4 ottobre 2007 22.54


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
PS: proprost per titolo del post: Bloggers for Burma: "Uniti per la Birmania" ( o anche United for Burma se preferite ma pensavo un titolo di assoluta immediatezza e senza fronzoli.

4 ottobre 2007 22.59


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
Per Samuele: se vuoi appoggiare l'altra iniziativa no problem, ti chiederei solo di postare anche tu sul tuo blog il nostro post. Una iniziativa che vuole partire da noi e non essere sempre dettata e proposta da terzi.

Daniele

4 ottobre 2007 23.05



remyna ha detto...
ci sono al 100% per il post! ti sostengo! grazie per questa iniziativa, spero che abbia successo e che si diffonda in modo esponenziale!

5 ottobre 2007 0.15


Polis ha detto...
Io aderisco in pieno a questa iniziativa mediatica-umanitaria.
Francesco -Polis-

5 ottobre 2007 0.17


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
Allora riassumendo oltre al sottoscritto hanno detto Yes in ordine temporale di adesione lol:

Mimmo
ArabaFenice
Franca
Raser
Salpetti
Giulia
Davide
Remyna
Francesco alias Polis

Attendo risposta da Finazio, Richie, Matteo, Romina, Luca e Chit se non erro.

Abbiamo l'appoggio esterno già dell'Osteria dei Satiri (grazie Max a tutti voi) e di Samuele se ho inteso bene.

Insomma ci siamo quasi.

Credo che la soluzione migliore sia realizzare un breve pensiero di poche righe ciascuno nell'ambito di un unico post. Ma anche su questo attendo conferma.

Ditemi come volete che risulti la vostra firma (es: solo il nick o anche il nome o nome cognome e nick?). Cmq una volta realizzato lo invierò per mail a ciascuno di voi per l'approvazione in relazione proprio a questi particolari.

La vostra frase, il vostro pensiero, inviateli alla mail del mio blog che trovate sul mio profilo.

Posterò la vostra riflessione rigorosamente in ordine alfabetico del nome del blogger quindi Arabafenice per prima.

Io per ospitalità mi lascerò per ultimo come a scuola per l'appello visto anche il mio cognome LOL!

Proporrei di chiamarci Bloggers for Burma e titolare il post "Uniti per la Birmania".

Mi rendo conto di non eccellere per originalità in questo caso ma l'immediatezza del messaggio in questo caso è più che mai essenziale a mio parere.

Direi che è tutto al momento.

Grazie di cuore a tutti.
Daniele il Rockpoeta.

5 ottobre 2007 1.54


Luca ha detto...
Eccomi Daniele, scusa il ritardo.

Comunque io ci sono. Tieni solo conto che sono in fase di stesura tesi, perciò i miei tempi sono solo un pò allungati.
Mi accodo anch'io a quanti pensano che un post fatto di tanti pezzi sia più semplice.

Saluti.
Luca.

5 ottobre 2007 9.07



Franca ha detto...
Ok per il post a frasi firmate
Ok per il titolo
Per essere operativi, diamoci una scadenza per l'invio delle e-mail

5 ottobre 2007 10.53


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
Ottimo Franca

In primis già da adesso potete inivarmi le frasi alla mia mail.

La scadenza: a me andrebbe benissimo poter pubblicare tutti insieme il post già questa domenica mattina alle 11.00 e quindi ricezione mail entro domani alle 13.00 in modo tale che abbia il tempo di assemblare il post inivarvelo e salvo correttivi postarlo domenica a quell'ora ad ora da stabilirsi tutti insieme simultaneamente.

Aspettavo la riposta da Finazio Romina e Richie e Matteo che penso dovrebbe essere positiva.

Daniele

5 ottobre 2007 10.59


Romina ha detto...
) "ciascuno scrive un pensiero proprio liberamente e staccato dagli altri e lo si posta con la firma poi alla fine tutti i nostri pensieri li si unisce con una frase finale; metodo più facile e che comporta che mi inviate alla mia mail che trovate sul mio profilo la vostra riflessione di alcune righe".

Mi sembra l'ipotesi più fattibile tenendo conto che non ci conosciamo e ciascuno scrive in solitudine.

Scusa il ritardo, ma questa settimana sono oppressa dagli impegni. Comunque mi terrò in contatto con il tuo blog.
ciao

5 ottobre 2007 11.24


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
Ok la vedo ardua per domenica postare tutto.

Prima mi mandate la vostra riflessione prima postiamo tuttio insieme.

Daniele

5 ottobre 2007 11.29


Gianni ha detto...
Non avendo un mio blog non posso accodarmi all'iniziativa, ma lodo e sostengo con tutta la forza di cui sono capace la Vostra idea.
Ho già sottoscritto l'appello di Amnesty partendo dal link sul blog di Franca, e mi dichiaro disponibile ad aggiungere il mio nome a tutte le valide iniziative che intenderete adottare.
Vi ringrazio Tutti per la vostra sensibilità e la fattiva mobilitazione.
Con Affetto e Stima...Gianni.

5 ottobre 2007 11.57


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
Peccato è vero, ma cmq un post lo si può commentare. Ti attenderemo pertanto a braccia aperte sui nostri blog per una tua riflessione nello spazio dedicato ai commenti.

A presto
Daniele

5 ottobre 2007 12.00



Mimmo ha detto...
Ok...io credo che ce la possiamo fare a creare un bel post con pensieri indipendenti ma uniti nel suo significato.
Io cerco di fare il mio mini-pensiero entro domani...e te lo invio subito.

Molto bella l'idea di un semplicissimo blog dedicato interamente alla causa della Birmania. Ognuno di noi potrebbe entrare e postare tutto ciò che riguarda le varie fasi, aggiornate, della situzione. Pensieri, poesie, news, vignette...ma credo sia un pò ostico.

Comunque...grande Daniele! ;)

5 ottobre 2007 12.01


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
Grazie Mimmo per le tue parole

Al lavoro ragazzi!!!

Daniele

5 ottobre 2007 12.06


ArabaFenice ha detto...
Ok al post scritto separatamente, altrimenti diventa troppo complesso. Le mie riflessioni le riceverai domattina.

5 ottobre 2007 12.08


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
Perfetto Arabafenice Grazie!

5 ottobre 2007 12.25


Davide ha detto...
Condivido l'idea.
Io purtroppo lunedì vado nuovamente fuori. Quindi ti invierò in giornata il mio pensiero.
Per la pubblicazione dobbiamo fare prima di lunedì.
Sorry per il disturbo.

5 ottobre 2007 12.44


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
Davide, nessuno disturba sul mio blog soprattutto tu.

Anch'io vorrei postare entro domenica sera alle 23.00

Spero di farcela

Oggi dovrei ricevere le mail di Mimmo, Arabafenice, e la tua al momento.

Spero che anche gli altri riescano ad essere altrettanto rapidi.Confido in tutti voi :-)))

5 ottobre 2007 12.50


Davide ha detto...
Inviata. Dammi conferma dell'arrivo.
Spero che il mio pensiero non sia troppo lungo!!! :-)

5 ottobre 2007 13.05


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
E' perfetta Davide!

Fammi sapere se, nel caso non riuscisse per cause non dipendenti dalla mia volontà a pubblicare il post unitario entro domenica sera, se riesci lunedì a trovare un attimo per postarlo tutti insieme anche la sera,

Io confido peraltro in tutti voi per farcela entro domenica alle 23.00 anzi potrebbe essere l'ora esatta della pubblicazione.

5 ottobre 2007 13.16


salpetti ha detto...
Daniele, ti ho appena mandato il mio mini-post. A presto!!!

5 ottobre 2007 16.16


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
Grazie Salpetti

I vostri commenti stanno arrivando spero davvero entro domenica sera di poter pubblicare il post unitario.

Grazie
Daniele

5 ottobre 2007 16.38


Amm. Blog Senza Nome ha detto...
Scusa il ritardo, ma nella scorsa settimana, chi per studio chi per lavoro, abbiamo avuto pochissimo tempo di girare in internet come si deve. Ad ogni modo abbiamo segnalato l'iniziativa oggi. Grazie per i tuoi commenti.

7 ottobre 2007 12.33


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
Grazie anche al Blog senza nome.

7 ottobre 2007 17.47


Davide ha detto...
Ok, va bene.
Credo di farcela. Ma quanti siamo?

7 ottobre 2007 19.20


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
In totale siamo ( SE Chit e la ragazza arrivano per tempo 15 bloggers : Tisbe e Sam non l'hanno fatto ma altri si sono aggiunti come Max dell' Osteria dei Satiri.

Quindi 13 me compreso adesso se arrivano anche i due che restano saremo 15

Altri blog penso che pubblicheranno il nostro post dandoci appogggio esterno

Quindi una bella base di partenza direi!!!

7 ottobre 2007 20.22


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
Domani io cmq farò arrivare per mai entro le 15.00 a tutti minuto più minuto meno il post.

Poi per le 18.00 tutti quelli che ci saranno lo posteranno.

Non vedo l'ora!!!

Daniele

7 ottobre 2007 20.24



Finazio ha detto...
Sono stato assente in questi giorni e leggo solo ora. Spero di non essere arrivato tardi. Io ci sto.

8 ottobre 2007 13.28


Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
Ok spedisci subito la frase, via mail e se vuoi dammi nome e cognome per la firma in fondo

Sto per fare il giro per inviare il post unitario

Ti attendo

Daniele

8 ottobre 2007 13.53



Franca ha detto...
Nel suo commento mia figlia (Guccia) ha scritto: "spedirei il post ai telegiornali, ai quotidiani e alle più alte cariche politiche per provare a dargli maggiore visibilità".
Che ne pensate?

9 ottobre 2007 7.57